Pietre, Gemme, Strass: Differenze e un Pò di Storia

Pietre, Gemme, Strass: Differenze e un Pò di Storia

Sin da tempi antichissimi l’uomo ha cercato di riprodurre le pietre preziose nei modi e con i materiali più svariati per permettere alla donna (e non solo) di potersi adornare con gioielli che sembrassero il più possibile simili a quelli più “nobili” e costosi, in modo da poter esaltare in maniera accessibile ai più la loro femminilità. 

Non solo. Negli ultimi secoli le famiglie reali, i nobili e chiunque potesse permettersi di aver accesso ad una grande quantità di gioielli preziosi hanno sentito la necessità di poter riprodurre nella maniera più fedele possibile i fantastici pezzi in loro possesso per esempio per prevenirne il furto con il rischio di perdere i così grandi capitali accumulati. 

Ciò detto cerchiamo di fare alcune precisazioni sui termini che vengono più comunemente ed a volte impropriamente usati in gioielleria (di qualunque tipo)

La differenza tra pietre e gemme

In natura i minerali, preziosi o meno preziosi che siano, si trovano in forma grezza e vengono asportati sotto forma di pietre di forma irregolare e delle più svariate dimensioni.

il rubino in forma grezza
(qui sopra, il rubino in forma grezza
)

Queste pietre vengono ridotte in parti più piccole e lavorate in modo da attribuirgli una forma (ovale, circolare, rettangolare, a goccia, triangolare, a losanga, ecc…) e tagliate nei più svariati modi possibili (a brillante, a navette, a rosa, ecc…) producendo su queste piccole superfici delle sfaccettature di forma regolare che servono ad esaltarne lucentezza e brillantezza rifrangendo la luce che incide sulle faccette stesse

È solo in quest’ultimo caso che si parla di gemme.

una gemma di rubino di forma rotonda e taglio "chaton"
(qui sopra, una gemma di rubino di forma rotonda e taglio "chaton")

Da una singola pietra e dipendentemente dalla sua grandezza possono essere quindi ottenute una quantità indefinita e variabile di gemme.

Pietre e gemme di imitazione

Per i motivi sopra esposti ci si ingegna da sempre a riprodurre le pietre (e le gemme) preziose con materiali naturali o artificiali ottenendo le cosiddette “pietre” o “gemme” d’imitazione (e non solo, succede la stessa cosa anche per le perle al punto che si parla di “perle simulate”), che simulano quelle preziose con tecniche che si sono evolute soprattutto nel corso degli ultimi due secoli, grazie all’inventiva e alla creatività di una vasta serie di artigiani e gioiellieri che, soprattutto in Europa, hanno cercato di riprodurre la più importante e preziosa di tutte le pietre, il diamante. 

Di seguito un breve cenno su uno di questi personaggi che hanno dato il via, con il loro estro, alla produzione di gioielleria non preziosa (bigiotteria) moderna. 

Georg Friedrich Strass

Georg Friedrich Strass (Georges Frédéric Strass in francese) nasce il 29 maggio 1791 nel paesino di Wolfisheim vicino Strasburgo, in Alsazia, una regione sulla sponda occidentale del Reno storicamente contesa tra Francia e Germania nel corso dei secoli, al tempo in cui nacque Strass ed ancora oggi provincia Francese. 

Gioielliere e a sua volta figlio di gioiellieri, si ritrova un giorno, da giovanotto, a fare una passeggiata sotto il sole sul greto del fiume Reno dove trova dei meravigliosi, trasparenti e brillanti cristalli di quarzo ialino (meglio conosciuto come “cristallo di rocca” da cui anche la denominazione inglese “rock crystal”) nei quali intravede la possibilità, intagliandoli, di creare delle gemme incredibilmente simili per caratteristiche fisiche alla gemma più preziosa esistente al mondo, il diamante appunto

La creazione di queste che chiama fin da subito “gemme simulate”, derivate inizialmente dal cristallo di rocca e poi da vetro fuso creato utilizzando componenti quali il bismuto e il tallio per aumentarne le qualità di rifrazione della luce e alterandone il colore con polveri metalliche, diventa il suo pallino e la sua ossessione e la ragione della sua stessa esistenza. 

Nasce così la “Pietra del Reno” (“Rheinkiesel” in tedesco, da cui deriva il termine “rhinestone” ancora oggi utilizzato nella terminologia anglosassone) che non è poi altro che quello che, da allora, in Europa è semplicemente stato chiamato “Strass” appunto, dal nome di questo arguto e creativo signorotto. 

Strass apre ufficialmente la sua attività nel 1730 e migliora il suo processo produttivo cominciando a produrre diamanti simulati in cristallo (vetro fuso con una percentuale variabile di piombo) e incollando sulla parte posteriore una foliatura metallica (destinata nell’800 e ‘900 ad essere ridotta in spessore o semplicemente sostituita da metodologie più moderne ed innovative quali la deposizione di polvere metallica sotto vuoto).

La vita di Strass è completamente dedicata alla produzione di finti diamanti, ottenendo risultati tali da essere nominato, nel 1734, “Gioielliere del Re” Luigi XV di Francia, dal quale fu sempre stimato e per il quale continuò a lavorare sino alla sua morte, il 22 dicembre del 1773.

Lo “Strass” oggi

Sebbene sia stato inventato come gemma d’imitazione del diamante, oggi con il termine “strass” ci si riferisce generalmente (ed impropriamente) alla denominazione di gemme d’imitazione di tutte le pietre (gemme) di piccola dimensione. (qui sotto strass di cristallo Swarovski (32% di piombo), ad imitazione del diamante)

qui sotto strass di cristallo Swarovski (32% di piombo), ad imitazione del diamante
(sopra strass di cristallo Swarovski (32% di piombo), ad imitazione del diamante)

Per queste sarebbe più corretto parlare di “gemme di vetro” o “gemme di cristallo” o “gemme sintetiche” (ove prodotte artificialmente, per esempio mediante l’uso di polimeri) se di piccole dimensioni o “pietre” (con gli stessi attributi ma se di maggiori dimensioni), tutte prodotte ad imitazione nel colore e nelle diverse varietà di taglio di tutte le pietre preziose e semi-preziose utilizzate in gioielleria (rubini, smeraldi, zaffiri, quarzo ametista, cristallo di rocca, opale, onice, acquamarina, alessandrite, topazio, ecc…).

Vengono imitati anche la giada, il granato, la madreperla, i lapislazzuli, il turchese e, naturalmente, anche le perle ed il corallo che, pur di origine animale, sono considerate gemme al pari dell’ambra, di origine invece vegetale.

Conclusione

Come si vede a volte un termine viene comunemente utilizzato, in ogni campo, senza conoscerne il significato e la storia.  

Una storia, quella dello “Strass”, cui ho appena accennato e che conosce la sua apoteosi solo molto tempo dopo Georges Strass, per la precisione con l’avvento della dinastia Swarovski alla fine dell’800 cui verrà dedicato un articolo a parte. 

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Paolo Ercolani

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