Le Borsette a Rete Metallica ‘Whiting & Davis’, Icone di Eleganza e Stile: la Storia di un Mito

Le Borsette a Rete Metallica ‘Whiting & Davis’, Icone di Eleganza e Stile: la Storia di un Mito

Introduzione

Le borsette a rete metallica Whiting & Davis sono state un'icona di stile ed eleganza, e di incredibile innovazione del costume, per più di 140 anni e la storia del brand continua ancora con successo.

In questo articolo una storia dettagliata del marchio sin dalle origini e una panoramica sull'intera produzione che viene raccontata per immagini attingendo al vastissimo patrimonio di documenti e pubblicità d'epoca e, qualche volta, con immagini attendibili (per datazione) di borse e altri accessori.

I Primordi e i Primi Anni del ‘900

Tutto ebbe inizio nel 1876 quando William H. Blade, Edward P. Davis e Louis Heckman fondarono a Plainville, nel Massachusetts, la “Wade, Davis & Company”. 

Aprirono i battenti nell’agosto di quell’anno e debuttarono con una collezione di gioielli in argento sterling ed altri oggetti popolari in tarda epoca Vittoriana quali spille ornamentali, spillette a barretta, bracciali, catene “châtelaine”, spille da cappello e gemelli.

Le Borsette a Rete Metallica ‘Whiting & Davis’, Icone di Eleganza e Stile: la Storia di un MitoCharles Whiting (qui ritratto in foto) fece la sua comparsa solo successivamente, assunto per la prima volta come fattorino dalla Wade, Davis & Company nel 1880, all’età di 16 anni e con uno stipendio di nove centesimi l’ora.

Nell’arco di dieci anni seppe farsi strada in azienda prima come artigiano e operaio e via via fino a ricoprire ruoli direttivi e diventando nel 1890 rappresentante dell’azienda presso gli uffici di New York.

Nel 1892 Charles Whiting creò la prima borsa a rete metallica, realizzata con  anelli formati e uniti a mano, trasformando l’antica arte della "cotta di maglia" (indumento fatto di maglia di ferro, lungo sino a metà coscia, usato come arma difensiva fino al XIV° sec., e poi sostituito dall’armatura a piastre metalliche) in uno squisito tessuto metallico.

La piccola borsa (di forma quadrata di circa otto centimetri di lato) era formata da una rete di anelli placcati e presentava una delicata chiusura a torsione con un semplice motivo a foglia sul telaio.

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La prima borsa a rete metallica composta solo da anelli
creata da Charles Whiting nel 1892

Si pensa che sia di pochi anni dopo il delicato braccialetto a forma di serpente in argento sterling (una cui porzione è visibile nella foto qui sotto) che sarebbe diventato l’icona della produzione aziendale, utilizzato più e più volte in futuro nelle linee di gioielleria preziosa e non preziosa su pezzi quali orecchini, bracciali e collane (uno dei disegni W&D più rari è un braccialetto con doppia testa di serpente, risalente al 1920, interamente smaltato a mano dagli abili artigiani dell’azienda).

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Finalmente, nel 1896, Charles Whiting raccolse insieme all’amico Davis il denaro necessario ad acquistare la società che cambiò quindi denominazione sociale in “The Whiting & Davis Company”, divenendo quella che sarebbe stata conosciuta per sempre (e ancora oggi) semplicemente come “Whiting & Davis”.

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Nel 1907, in seguito alla morte di Edward Davis, Charles Whiting divenne l'unico proprietario dell'azienda.

Fino al 1909 le borse furono realizzate completamente a mano, tradizionalmente da esperti orafi.

Con l’aumento della domanda molte famiglie del New England iniziarono a portare le reti a casa intrecciando i collegamenti e gli anelli a mano nel tempo libero.

Questo processo casalingo di produzione manuale del singolo pezzo si dimostrò lento e laborioso, e alla fine Whiting si convinse che era necessaria una meccanizzazione.

La soluzione? Lavorando con un giovane inventore di Newark (nel New Jersey) di nome A.C. Pratt, nel 1912 Whiting sviluppò (e brevettò) per primo nella storia una macchina automatica per la produzione della rete metallica.

Alla velocità di 400 anelli al minuto queste macchine erano capaci di eseguire il taglio, la separazione e l’unione del metallo, tutte operazioni precedentemente eseguite a mano, aumentando in maniera impressionante la capacità produttiva dell'azienda.

La tecnologia fu brevettata e l’azienda si sforzò sempre più per migliorarne l’efficienza, passando a 12 macchine per la produzione di rete. Come risultato molte altre aziende che producevano rete metallica scomparvero dal mercato e si arrivò così al punto che nel 1914 l’azienda poté aprire una filiale in Canada e uffici anche a New York e Chicago.

Gli anni ’20 e ‘30

Sin dagli esordi e fino all’inizio degli anni ’20 le borsette Whiting & Davis erano fatte di piccoli anelli (non di maglie metalliche collegate da anelli che sarebbero state prodotte negli anni successivi) di metalli preziosi quali l’argento sterling o il vermeil (una placcatura dorata su sterling), non erano verniciate ed erano caratterizzate da straordinari disegni, risultato di un mix perfetto di colori metallici, anelli uniti l’un l’altro con grande maestria e frange metalliche.

Si trattava di piccole borse con fodere di seta e strutture incise a mano. Molti dei telai erano incastonati con zaffiri e altre gemme colorate. 

Gli anni Venti videro apparire ovunque motivi Déco e disegni geometrici e Whiting & Davis iniziò ad applicare stampi per creare motivi colorati sulle borse a rete. 

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Qui sopra, una borsa a motivo floreale stampata (serigrafata) a colori,
con telaio smaltato, qui sotto un dettaglio del telaio e della parte interna

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Mentre alcune borse più costose che combinavano argento sterling e oro antico (gold filled) furono prodotte anche negli ultimi anni ’20, l’azienda si sforzò nel corso del decennio di "ampliare l'appeal e diminuire il prezzo" per ampliarne il più possibile la clientela.

Verso la fine degli anni ’20  le borse vennero quindi prodotte anche in metalli base, ottone placcato argento o oro, rame e argento nickelato (una forma di argento falso) e i telai furono stampati a macchina anziché incisi a mano e nacquero le prime borse in reti a maglie collegate da anelli, di varie dimensioni, prevalentemente in colori dai toni argento e oro.

Sono di questo periodo la rete a maglie piatte “Armor Mesh” (chiamata anche “Spider Mesh”) e la “Beadlite Mesh”.

Le borse a maglia piatta erano spessissimo dipinte con motivi vivaci, mentre le borse a maglie fini, come quelle a rete “Dresden” (ancora del “vecchio” tipo, ad anelli piccolissimi), avevano tonalità più tenui e un aspetto più discreto. 

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Borsetta colorata a rete Dresden, anni '20

Erano tutte decorate utilizzando un metodo serigrafico eseguito in un arco temporale di diversi giorni in cui ogni colore veniva essiccato per 24 ore prima che venisse applicato un altro colore.

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Qui sopra, interno foderato in raso di seta rosa
della borsetta mostrata nella foto precedente

Sin dal 1924 divenne in voga l’uso dello slogan “Hand in Hand with fashion” (“a braccetto con la moda”), che fu molto usato nelle pubblicità di questo periodo e che di fatto vide la collaborazione dell’azienda con i nomi più altisonanti del mondo della moda.

Per iniziare, nel 1929 Whiting & Davis avviò una collaborazione con Paul Poiret, un couturier francese noto negli anni Venti e Trenta, per creare una collezione di borse in stile Parigino che fu lanciata sul mercato da un maestoso annuncio a tutta pagina su “The Jewelers Circular” che annunciava borse colorate e dipinte in “Dresden mesh”, “Armor Mesh” e “Beadlite Mesh” tra cui quella che ora è indicata come “Poiret Pouch”, molto collezionata.

Le borse avevano telai in stile Déco e erano foderate con un particolare tessuto di seta che conferiva loro spesso una forma più simile a un sacchetto.

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15 settembre 1929, W&D pubblica su Vogue la pubblicità di una "Poiret Pouch",
un modello della linea disegnata dal creativo parigino

Alcune delle borse più famose del marchio, ancora oggi molto ricercate, sono state introdotte in questo decennio come la “Princess Mary”, la “El-Sah”, la “Picadilly”, la “Delysia” (una borsetta a sacchetto incernierata, con portacipria e altri accessori) e la “Sunset”, solo per citarne alcune, e i loro disegni erano adorati dalle donne di tutto il paese, sia dalle dive di Hollywood che dalle donne di tutti i giorni.

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1° dicembre 1924, W&D pubblica una pubblicità con le borse Delysia, Utility e
"Baby Peggy", per le giovanissime. La Delysia si apre con un meccanismo
a cerniera ed ha in dotazione due specchietti, portacipria,
porta rossetto e spazio per fazzoletto.

Nel 1926, Whiting & Davis celebrò il suo Cinquantennale all'apice della popolarità della rete metallica e quando nello stesso anno fu costruito l’ennesimo nuovo stabilimento "Whiting & Davis era considerata la più grande casa di produzione del mondo nel suo genere" come sottolinea oggi il sito Web dell'azienda.

La fabbrica di Plainville gestiva allora più di 500 macchine per la produzione automatica di rete metallica e Whiting & Davis era diventata la più grande casa produttrice di gioielli e accessori specializzati del mondo nel suo genere. 

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La linea di produzione Whiting & Davis con le 500 macchine per
la produzione della rete metallica.

Whiting & Davis diede vita ad un altro settore di business verso la fine degli anni ‘20, quando iniziò la produzione anche di altri prodotti a rete metallica quali ad esempio guanti antinfortunistici realizzati all’inizio su richiesta di un allevamento di visoni allo scopo di proteggere il personale dal morso degli animali.

La rete metallica in seguito crebbe rapidamente per altri scopi anche nel settore alimentare.

Come è possibile vedere nelle pubblicità della fine degli anni '30 su Vogue e Harper's Bazaar , nel 1937 Whiting & Davis iniziò a collaborare con la stilista italiana Elsa Schiaparelli per creare una collezione di borse da giorno e da sera con l'etichetta "After Schiaparelli".

Gli stili erano prevalentemente a forma di sacchetto finemente lavorati in maglia piatta e “Beadlite”, con fermagli di strass e finiture in oro, argento borchiato e bianco perla iridescente.

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15 aprile 1937, pubblicità delle borse disegnate da Elsa Schiaparelli e
prodotte con l'etichetta "after Schiaparelli"

Fu anche la decade dei primi modelli “Ready-Wear” di Whiting e Davis, che videro la luce nei primi anni '30. Sciarpe e colletti a rete divennero disegni e oggetti popolari, indossati attorno al collo, alla testa, alle spalle o alla vita, e le influenze Déco continuarono in questo decennio accompagnati da colori nei toni del rosso vivace, arancio, blu, bianco e nero, spesso su motivi geometrici e a zig-zag. 

Furono prodotti molti altri modelli di borse con colori nelle tonalità dell’oro e dell’argento, alcune delle quali con fermagli di strass e altre a forma di sacchetto con chiusura superiore a tappo, familiarmente chiamate "beggar's purse" ("borsetta da mendicante") dagli americani (qui sotto, borsa a sacchetto in Armor Mesh dorata, fine anni '30, uno degli articoli che puoi trovare nel mio showroom).

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Molti di questi modelli non erano costosi come i loro omologhi a rete verniciata più vecchi, ma trovano ancora accoglienza in molte collezioni di borse. 

In generale tutte le borse prodotte negli anni '30 erano di così alta qualità che spesso appaiono ancora oggi molto più nuove di quanto non siano in realtà, per questo un buon libro può aiutare la collezionista a datarle con precisione.

Nel 1939 viene introdotta la “Alumesh” (marchio commerciale registrato poco dopo nel 1940) rete metallica composta di maglie di dimensioni più grandi della media e rivestite di una sorta di bolle.

Furono fabbricate borse smaltate bianche in Alumesh, adatte ad essere usate di giorno e persino lavabili, resistenti e dotate sia di rete metallica che di maniglie in plastica con fodere in tessuto canneté di alta qualità.

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Clutch bag in rete Alumesh e struttura in celluloide, primi anni '40

Gli anni ’40 e ‘50

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Whiting & Davis si trovò a dover affrontare il razionamento dell’ottone e dell’alluminio e, di conseguenza, spostò l'attenzione dalla progettazione di gioielli e accessori in maglia metallica ad altre attività produttive per aiutare nello sforzo bellico. 

La società divenne subappaltante della Raytheon Manufacturing e produsse apparecchiature elettroniche, compresi apparati radar ricevitori-trasmettitori e vari componenti per radar ed apparecchiature elettroniche. 

L’azienda produsse anche rete metallica per la Marina degli Stati Uniti, un prodotto da lanciare fuori bordo per deviare i sistemi di sonar nemici.

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E' il novembre del 1944 è in questa incredibile pubblicità W&D avverte il
proprio pubblico che è troppo impegnata ad aiutare la Marina Americana
ma anche che finita la guerra... si ricomincia con le borse!

Negli seconda metà degli anni Quaranta, finita la guerra, il focus principale di Whiting & Davis divenne ancora una volta la moda e il ritorno sul mercato delle borse in rete e di un certo numero di altri articoli inclusi posacenere, portafogli, cinte e gioielli ma poiché i metalli erano scarsi, gioielli e borsette erano progettati in maniera diversa con materiali alternativi come la bachelite.

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Ottobre 1946, finita la guerra W&D ritorna sul mercato con le borse e...

lo slogan "hand in hand with fashion" impazza sempre!

I “cocktail party” divennero presto di gran moda in tutto il paese e videro l’esplosione di accessori e gioielli audaci e vistosi noti come “cocktail jewelry” (famosissimi i “cocktail rings”, gli “anelli cocktail”). 

Nel 1942, Whiting & Davis espanse ulteriormente il settore borsette acquistando i brevetti e i macchinari della "Mandolian Company", una delle poche altre aziende di borse a rete dell'epoca, nota per i suoi disegni intricati e dipinti.

Negli anni Cinquanta la gioielleria non preziosa Whiting & Davis continuò a crescere in popolarità quasi come segno di riconoscimento della fedeltà del marchio all’attenzione per i dettagli e per la lavorazione artigianale. 

Andarono molto di moda cammei, pendenti di ogni genere, orecchini e braccialetti con ciondoli ma il business rimase focalizzato sulle borse.

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Borsetta in Armor mesh rosa con fodera in seta di colore coordinato
e manico in lucite, tipico materiale plastico in uso
nel dopoguerra e nella prima metà degli anni '50

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Clutch bag da polso in Armor mesh dorata
con fodera in raso di seta rosa, anni '50

In questo decennio, la First Lady Mamie Eisenhower fu vista più volte portare una borsetta a rete Whiting & Davis, spettacolo non insolito successivo all’inizio, da parte di Charles Whiting, della tradizione di regalare borse alla moglie di ogni presidente, in genere una borsa con maglia dorata e deliziosi diamanti.

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La first lady Mamie Eisenhower sfila con il marito indossando una borsetta W&D

Dagli Anni ’60 agli anni ‘80

Nel 1963, Whiting & Davis iniziò una collaborazione con Vogue, la Twentieth Century Fox e una serie di altri designer importanti dell'epoca per promuovere il film del 1963 “Cleopatra” con Elizabeth Taylor e Richard Burton.

In concomitanza con l’evento l’azienda lanciò sul mercato la “Cleopatra Collection”, creando gioielli per una donna che in quei giorni osasse "vestirsi d’emozione per essere una femme fatale, provocante ma discreta". 

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1° agosto 1963, Whitin & Davie spubblica su Vogue una pubblicità della nuova
"Cleopatra Collection", con pezzi di revival egiziano ispirati all'omonimo film.

I modelli si ispirarono agli accessori teatrali di Cleopatra, con braccialetti, orecchini e collane serpentati e una splendida collezione di preziose spille con pietre autentiche del periodo egizio. 

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Pubblicità di un famoso bracciale spiralato a maglia metallica facente parte
delle "Cleopatra Collection" e diventato in seguito emblema della collezione

All'avvicinarsi dell'era della discoteca, Whiting & Davis fece letteralmente innamorare le donne di tutto il paese con accessori e gioielli a rete di ogni tipo in oro luccicante e argento sterling. I cammei tornarono di moda e grandi anelli, la madreperla e sciarpe a rete colorate ebbero grandissimo successo.

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Fine novembre 1967, ci ci prepara per i party in discoteca di fine anno
con sciarpe a rete metallica dorata e argentata...

Il marchio andò incontro ad una crescita continua e inarrestabile negli anni ’70, con 275 dipendenti impiegati presso lo stabilimento di produzione e showroom a New York, Atlanta, Miami, Chicago, Dallas, Los Angeles e San Francisco e diede anche un grande impulso all'attività di esportazione.

Nel 1973 Whiting & Davis celebrò il 100° Anniversario della fondazione con la “Heritage Collection”, una serie limitata di borse chiamate “Stars” (ritratte in foto qui sotto) con disegni dipinti a somiglianza degli attori più popolari: Charlie Chapman, Renee Adoree, Clark Gable e Marion Davis. Le borse erano vendute all'ingrosso per 10 dollari ma nel 1992 la borsa “Charlie Chaplin” fu venduta all'asta per 1.000 dollari.

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Sempre in onore del centenario del marchio, Whiting & Davis lanciò sul mercato una collezione in serie limitata di 300 "pursettes" (borsettine) in argento sterling, minuscole e delicate borsette appese a una catenella da 80 centimetri che venivano portate al collo ed il cui stile era ispirato a motivi e disegni delle origini del marchio e che rimasero famose per tutto il periodo d’oro della disco degli anni Settanta. 

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Novembre 1976, su Vogue W&D mostra una pochette elegantissima da sera
circondata da accessori del marchio

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Maggio 1977, un'intera parata di borse e accessori W&D appare su
Women's Wear Daily, eleganza indiscussa a fascino glitter!

Un altro forte punto di contatto con il mondo della moda fu, negli anni ’70, quando Whiting & Davis realizzò gioielli a rete disegnati da Elsa Peretti, una delle più grandi creative italiane, per Tiffany & Co.

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Splendidi orecchini a rete metallica ad anelli in oro 18 carati disegnati da
Elsa Perretti e prodotti da Whiting & Davis per Tiffany & Co.

I successivi anni '80 adorarono Whiting & Davis. Collane e canotte a maglie in rete e altri capi Ready-Wear divennero il ​​must di ogni donna. Gli stili delle borse erano a forma di sacchetto, spesso con telai decorati con gioielli e con lunghi spallacci. 

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Le canotte e maglia metallica dorata che impazzivano nelle discoteche
tra gli anni '70 e '80, a firma Anthony Ferrrara

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Foto sopra e sotto: agosto 1980,
impazza la moda Ready Wear a maglia metallica

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In quegli anni la nuova divisione sicurezza di Whiting & Davis suscitò l'attenzione dei media, ancora una volta, soprattutto dopo la creazione della prima muta anti-squalo in rete a maglia metallica che apparve sulla copertina di National Geographic nel 1981. 

Nella stessa decade, Michael Jackson nel suo video musicale del 1983 per "Beat It" indossò sulle spalle la sua famigerata giacca di pelle rossa con interni in rete ad anelli Whiting & Davis e nel 1989 alcuni designer quali Anthony Ferrara, Marc Jacobs e David Cameron furono incaricati di progettare capi ready-Wear per la campagna pubblicitaria Absolut Vodka.

1989, vestiti W&D disegnato da Anthony Ferrara per la campagna abslout vodka
1989, vestito Whiting & Davis disegnato da Anthony Ferrara
per la campagna Absolut Vodka.

Verso la Fine del ‘900 e l’Inizio del Nuovo Millennio

All’inizio degli anni ’90, Whiting & Davis ricevette ampia stima ed apprezzamento del mercato per la sua divisione architettura e progettazione che aveva modellato reti metalliche per Broadway e sipari teatrali del paese sin dalla fine degli anni '20. 

L’azienda continuò a prosperare nel corso degli anni producendo drappi in rete metallica per interior designer e architetti e tra la fine degli anni '90 e i primi anni 2000 la divisione guadagnò grande popolarità in questo settore per l’importanza ed il lusso dei materiali che era capace di produrre. 

Il 12 febbraio 1999, Rebecca Romijn-Stamos, indossando un bikini in rete di acciaio inossidabile progettato da Eve France Design di New York, fece sì che la rete Whiting & Davis ottenesse l’esclusiva sulla copertina dell'edizione dei costumi della rivista Sports Illustrated (qui sotto). 

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Nel 2011 l’azienda fu acquistata (dopo infiniti passaggi di proprietà avvenuti a partire dalla fine della gestione Whiting nel 1966) da Darrin Cutler, un abile imprenditore che, in onore 135 ° Anniversario dell’azienda, annunciò il ritorno alle radici del marchio con un revamping della gioielleria preziosa.

Nello stesso anno la “Intimate Collection” celebrò la sua ricca eredità e la fondazione come azienda orafa, con pezzi interamente realizzati in superba rete in argento sterling e oro 18 carati.

Whiting & Davis Oggi

Oggi Whiting & Davis rimane leader riconosciuta nel settore delle borsette a rete metallica, a più di 120 anni dalla realizzazione del primo esemplare, e continua ad attirare e soddisfare fan esigenti, compresi attrici e personaggi di ogni tipo, introducendo regolarmente nuovi design e stili sempre con un occhio di riguardo al connubio tra funzionalità e tendenze della moda.

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Quest'anno, Adriana Lima mostra una borsetta Whiting & Davis a forma
di cuore rosa in occasione di un party organizzato dalla fondazione "Elton John"

Al contrario della prima borsetta, semplice e non verniciata, le borsette W&D di oggi sono disponibili in una quantità di forme, colori e stili di maglia e con finiture quali pelle di serpente, borchie di ogni foggia e dimensione e, ovviamente, Swarovski policromi.

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2018, Shakira mostra una clutch bag Whiting & Davis in occasione di una sfilata

Oggi sul suo sito l’azienda dice:

Raffinate, eleganti e setose, le nostre borsette si muovono con grazia e fluidità. Catturano la luce, l’occhio, il cuore. Crediamo che la bellezza vada oltre la superficie e anche per questo creiamo ogni pezzo per resistere al passare del tempo e delle mode. Ispirati da stagioni passate e presenti, concepiamo senza sosta nuovi stili e persino nuovi tipi di rete metallica, creando una borsa che sia perfetta solo per te”.

Conclusione

Whiting & Davis ha rappresentato un simbolo di eleganza, stile, innovazione nella produzione di accessori di ogni tipo per donne di tutte il mondo per più di 140 ani e continua oggi a cavalcare la cresta dell'onda distinguendosi, tanto per cambiare, per le sue ancora famosissime e ricercate borse a rete metallica.

Se vuoi puoi lasciare i tuoi commenti o domande qui sotto, sarò felice di risponderti!

Paolo Ercolani

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