Visita lo Showroom a Roma! Appuntamenti e Info al 3331546730

Kennet Jay Lane: Mito e Genio del Più Poliedrico Bigiottiere del '900

Kennet Jay Lane: Mito e Genio del Più Poliedrico ed Eccentrico Bigiottiere del ‘900

Nell'articolo di oggi voglio parlare, con un linguaggio il più possibile semplice e divulgativo, di Kenneth Jay Lane (KJL in seguito), uno dei più geniali disegnatori e bigiottieri del '900 americano.

Per questo ho deciso di intervistare Maria Teresa Cannizzaro (MTC in seguito), tra le più importanti esperte di bigiotteria americana in Italia e massima conoscitrice (nonchè amica personale) del grande maestro.

VF: Puoi descriverti brevemente alle nostre lettrici?

maria teresa cannizzaroQuesti due elementi si sono fusi insieme per dare vita alla curiosità e all’amore nei confronti della bigiotteria per la quale ho trovato spunto da un regalo fattomi a New York tanti anni fa, una semplice spilletta natalizia. Non è stato un caso.

MTC: Sono e mi sento una italiana, orgogliosa della nostra cultura e delle nostre tradizioni, felice per aver potuto fare l’insegnante, il mestiere per cui sono nata e che mi consente ancora di imparare continuamente.

I cattolici americani infatti sin dal primo giorno di Avvento indossano un simbolo natalizio, in un mondo dove non tutti sono cristiani, identificandosi in modo simpatico e non elitario per riconoscersi (come nel film “Falling in Love” con Maryl Streep e Robert De Niro, in cui si vede la campanella che lei porta sul collo alto del maglioncino).

L’essere curiosa, italiana e insegnante di storia mi ha portato a scoprire la comunità italiana di Providence (capitale dello stato americano del Rhode Island) che mi ha profondamente affascinato per il suo amore per la patria e per la sua storia più che centenaria profondamente legata alla storia della bigiotteria americana.

Di lì è cominciato tutto e ho trovato negli anni tanti spunti per diventare anche scrittrice, potendo così permettermi di parlare in maniera divulgativa della bigiotteria americana ad un pubblico più vasto.

VF: di cosa ti occupi oggi?

MTC: faccio parte dell’associazione dei collezionisti americani (il Vintage Fashion & Costume Jewelry Club) della quale è stata aperta una Sezione Italiana (l’Associazione senza scopo di lucro “Passato e Futuro”) avente lo scopo di diffondere il più possibile la conoscenza e l’apprezzamento per gli italiani che hanno lavorato nel mondo della bigiotteria negli Stati Uniti.

Organizziamo convegni e conferenze sulla bigiotteria americana in tutta Italia, partecipiamo alle convention fatte a Providence e cerchiamo di portare in Italia non solo l’amore per l’aspetto estetico dei gioielli ma anche la comprensione del processo che, con tante sfumature diverse, sta dietro la produzione di ogni pezzo.

Volevamo e vogliamo incuriosire e suscitare interesse ed attenzione e le numerose mostre che facciamo presso musei in tutta Italia ne sono un esempio.

Tra le altre cose, gestiamo ora il settore della bigiotteria dell’Italian American Museum (il museo degli italo-americani, ex banca degli italo-americani, situato nel cuore di New York nel quartiere di Litte Italy), nato allo scopo di mostrare, quantomeno agli americani, la grandiosità del genio italiano (e anche che non tutti gli italiani erano mafiosi, luogo comune troppo spesso ancora oggi abusato).

VF: Come nasce il tuo interesse per KJL?

MTC: KJL non era italiano ma apprezzava tantissimo l’Italia, di cui conosceva ed apprezzava la storia, l’arte e anche gli italiani, tra i quali aveva amicizie molto importanti nell’alta borghesia e che spesso lo ospitavano nei suoi soggiorno nel Belpaese, soprattutto a Roma, Firenze e Venezia.

KJL aveva studiato alla Scuola di Design del Rhode Island (la più importante degli Stati Uniti) a Providence (ove aveva comprato la sua prima piccola fabbrica) affidandosi fin dall’inizio per la realizzazione dei suoi pezzi ad imprese guidate da italo-americani.

VF: puoi darci qualche cenno biografico e dirci come nasce il mito di KJL?

kenneth jay lane nel 1964

MTC: KJL nasce mito, lo è stato sempre, perché è nato in un ambiente di elevato livello culturale, al contrario dei nostri emigranti che arrivavano senza un centesimo ad Ellis Island, e ha potuto formarsi e forgiarsi nei luoghi simbolo del design e della cultura nel mondo. In più, era dotato di un naturale estro geniale.

Non ha mai detto con precisione ove fosse nato negli Stati Uniti, probabilmente perché essendo ebreo aveva ritrosia nel rivelare elementi precisi delle sue origini, una sorta di delicata riservatezza.

Di sicuro nasce nel 1932 da una famiglia benestante che aveva fatto per lui progetti molto lungimiranti, anche se ricordo che una volta mi raccontò che quando disse alla madre che voleva lavorare nel campo della bigiotteria lei gli rispose “mi raccomando non dirlo ai parenti”.

Va da giovanissimo a Providence, nello stato del Rhode Island, a studiare alla School of Design e successivamente si trasferisce a New York dove fa amicizie importanti dopo essere entrato in Vogue America come assistente all’impaginazione nella prima metà degli anni ’50.

È a New York che lavora come disegnatore di scarpe prima tra il 1956 ed il 1958 per Delman Shoes e poi per la filiale Newyorkese di Dior a partire dal 1958 sotto l’attenta direzione dell’amico Roger Vivier che lo porta con sé a Parigi e gli trova posto, con le stesse mansioni, presso la maison Dior.

L’esperienza di Parigi dura due anni ed è per lui come la "rottura dell’uovo". È lì che si sente nato artisticamente.

Bello, intelligente, molto ammirato e con una buona carta di credito, compra a Parigi moltissimi quadri di quella che sarebbe stata la sua ricca collezione di Orientalisti.

Tornato a New York da Parigi continua a disegnare scarpe per Dior e fa amicizia con Arnold Scaaasi (disegnatore di scarpe e borse), che gli permette di partecipare da protagonista ad una sfilata dandogli la possibilità di decorare le scarpe inventando quello che voleva.

KJL, tipicamente, le orna con monili di tutti i tipi, lasciando stupefatto il pubblico. Questa eccentricità suscita l’interesse di una serie di donne importanti e in particolare una redattrice di Time, che, riferendosi a lui, scrive di “essere andata a vedere una sfilata dove ha conosciuto una persona che diventerà famosa”.

La vera chiave del suo definitivo successo è però l’amicizia con Diana Vreeland, direttrice di Vogue America, una specie di mentore e "arbiter elegantiarum" che gli apre tutte le porte, anche e soprattutto quelle della buona società americana.

Venduta la piccola fabbrica comprata in precedenza a Providence, mette su a New York (come racconta lui stesso, in una specie di scantinato) una sua piccola fabbrica nel 1963 e comincia ufficialmente la sua attività di disegnatore e produttore.

Dopo aver comprato per pochi centesimi di dollaro dei braccialetti di plastica inizia a sperimentare e a metterci sopra strass e pietre policromi e strisce zebrate e leopardate con l’immediato risultato di riuscire a vendere i suoi pezzi a diverse donne famose, di cui si circonda per il resto della sua vita.

kenneth jay laneInizia così la sua ascesa nel firmamento delle stelle, una posizione che mantiene per sempre al punto che Diana Vreeland lo incarica di realizzare per lei tutti gli accessori per le mostre che organizza per il Metropolitan Museum e che adesso sono esposti nello stesso museo nella sezione del costume.

A partire dal 1985 KJL vende praticamente in esclusiva sul canale americano di TV via cavo QVC, noto per essere specializzato in prodotti di altissima qualità.

Riscuote immediatamente un successo strepitoso con ordini che nel 1997 arrivano ormai da ogni parte degli Stati Uniti, ottenendo un volume di vendite trimestrali sempre con fatturati a sei zeri.

Nel 1993, il giorno della celebrazione del 30° anniversario della fondazione dell'azienda, il New York Times lo paragona a Coco Chanel per essere riuscito a rendere chic la gioielleria non preziosa, notando la differenza di target delle due aziende.

Mentre le creazioni Chanel erano appannaggio esclusivo di una ricca clientela i suoi pezzi erano invece molto più accessibili e gli permettevano di raggiungere un pubblico assai più vasto di clienti.

Kenneth muore nel 2017 a 85 anni lasciando donazioni a tutti i suoi principali collaboratori (lascia al Metropolitan Museum la sua collezione di Orientalisti ora ospitata nella sala che porta il suo nome) ed il suo corpo di fumatore alla ricerca scientifica.

VF: Quali sono i pezzi iconici della sua produzione?

MTC: Anche in seguito ai suoi viaggi fatti ovunque nel mondo non c’è letteralmente civiltà o soggetto a cui non si sia ispirato per produrre i suoi pezzi.

Quando nel maggio 1997 venne in italia in occasione della retrospettiva organizzata da Christie’s a Piazza Navona, lui stesso decise quali fossero le cose che lo identificavano di più. Due tra le più importanti.

Il Mondo Marino, rappresentato costantemente in tutta la sua produzione e influenzato da un suo viaggio in Sicilia a Villa Palagonia, vicino Palermo, vastamente decorata all’interno con affreschi che ritraggono coralli e scene marine e dalle scene d'acqua dei dipinti allegorci napoletani del XVII secolo ove il corallo è sempre dominante)

cavalluccio marino di kenneth jay lane
Cavalluccio marino su corallo, spilla in peltro americano placcato Hamilton gold
con Swarovski trasparenti, perle di sintesi e smalto corallo
("Brillanti Illusioni" di Maria Teresa Cannizzaro, pag. 40)

spilla a forma di conchiglia con coralli di kenneth jay lane
Conchiglia con rami in corallo, spilla in peltro americano placcato Hamilton gold
con Swarovski trasparenti, perle di sintesi  e smalto nero e corallo
("Brillanti Illusioni" di Maria Teresa Cannizzaro, pag. 39)

Ramo di corallo con polpo, spilla kenneth jay lane in peltro americano placcato Hamilton gold con Swarovski trasparenti ed ematite, smalto nero e rosso corallo.

Ramo di corallo con polpo, spilla in peltro americano placcato Hamilton gold
con Swarovski trasparenti ed ematite, smalto nero e rosso corallo.

Il Regno Animale, per il quale KJL prese ispirazione anche dai suoi frequenti viaggi in Africa. Tra gli altri animali più frequentemente rappresentati il leopardo, disegnato in ogni modo soprattutto dopo aver ammirato i gioielli realizzati per la Duchessa di Windsor da Cartier.

spille leopardo kenneth jay lane
Spille a forma di leopardo in peltro americano placcato
Hamilton gold e Swarovski policromi

spille insetti kenneth jay lane
Spille a forma di insetti, soggetti presenti costantemente nella produzione KJL.
Realizzate in peltro americano placcato rodio o Hamilton gold,
resine acriliche, perle di sintesi e Swarovski.

spilla farfalla kenneth jay lane
Farfalla in peltro americano placcato Hamilton gold, resine acrilica
color giada e Swarovski trasparenti, smalto nero e corallo.
(una versione con resina lapislazzulo è rappresentata a pag. 51 del
libro "Brillanti Illusioni" di Maria Teresa Cannizzaro)

Seppe sempre rappresentare con grande efficacia questi due mondi, da attentissimo osservatore della natura (presenti nella sua produzione anche fiori di qualunque tipo e colore) e delle sue forme e colori.

spilla a forma di rosa di kenneth jay lanespilla a forma di rosa di kenneth jay lane
Spille a forma di rosa in resine acriliche policrome
smalto nero e Swarovski policromi
("Brillanti Illusioni" di Maria Teresa Cannizzaro, pag. 58)

spilla a forma di orchidea di kenneth jay lane

Orchidea, spilla in peltro americano placcato
Hamilton gold e Swarovski policromi
("Brillanti Illusioni" di Maria Teresa Cannizzaro, pag. 58)

Anche l’India ha avuto su di lui una grande influenza, soprattutto dal punto di vista dei colori delle pietre cui ha sempre dato estrema importanza e che ha sempre scelto con la massima attenzione.

spilla elefante con portantina di kenneth jay lane
Elefante con portantina, spilla in strass policromi e Swarovski trasparenti
su fusione in peltro americano placcato Hamilton gold
("Brillanti Illusioni" di Maria Teresa Cannizzaro, pag. 45)

Mi diceva “dopo aver visto le pietre delle ricche indiane con rubini e smeraldi meravigliosi o i diamanti blu e rosa di Marella Agnelli al Festival di Spoleto poi non ti puoi accontentare di pietre qualunque”.

Per questo aveva comprato da Swarovski cristalli con colori realizzati solo per lui e circa dieci anni fa degli altri che Swarovski non avrebbe messo più in produzione (per averne l’esclusiva e poterne trarre ispirazione).

i bracciali policromi di kenneth jay lane
Una serie di incredibili bracciali con Swarovski policromi e pietre di ogni forma,
dimensione e colore (courtesy of kennethjaylane.com)

Da menzionare anche la sezione dedicata all’Art Déco, movimento artistico che ha influenzato molto il suo estro creativo e la sua produzione con decine di pezzi.

Ricordo che quando gli dissi scherzosamente “guarda che hai copiato il Déco” lui rispose “no, io non copio, io cito”. Di fatto se si paragona un pezzo Déco vero con uno suo è facile accorgersi che nella sua produzione c’è un velo di ironia che non compare nei pezzi originali.

selezione di pezzi deco di kenneth jay lane
Una selezione di pezzi che mostrano la "rivisitazione " dello stile Déco
(courtesy of kennethjaylane.com)

VF: Quali sono state le circostanze che hanno maggiormente influenzato la sua produzione?

MTC: Ovviamente ebbe grande influenza su di lui la frequentazione di quanto di meglio offriva il mondo dell’arte, del design, della moda e della cultura più in generale.

Ad aumentare il suo fervore creativo, la frequentazione negli anni ’60 con l’amico David Webb, con una quantità di persone che lavoravano per Cartier e soprattutto con quello che divenne il suo più grande amico, Andy Warhol.

Famoso il ritratto di KJL fatto da Warhol in cui si vede il volto stilizzato di Kenneth con tante farfalle che svolazzano intorno, non a caso.

il ritratto con le farfalle di kenneth jay lane disegnato da andy warhol
Ritratto di Kenneth Jay Lane con farfalle, Andy Warhol, 1958 ca.

Le farfalle sono infatti uno soggetti che KJL ama di più, ma lo sono gli animali più in generale, di cui riesce a cogliere il movimento tipico, l’essenza, mostrando nelle sue opere una naturalezza impressionate. Tutti i pezzi animalier che realizza sono vivi, vitali.

VF: Puoi dirci quali personaggi famosi ha frequentato o si sono rivolti a lui?

MTC: Frequentava il bel mondo con continuità e spesso ne ospitava i membri personalmente a casa sua nell’attico meraviglioso che aveva sulla Park Avenue. Faceva decisamente una vita molto di società.

Amava molto le donne benché il suo matrimonio fosse durato solo pochi mesi e diceva “se vuoi fare qualcosa per le donne le devi conoscere. Gli altri sono tutti preoccupati di guadagnare soldi e magari conoscono solo la propria moglie. Io invece conosco i gusti delle donne perché le frequento”.

kenneth jay lane con nancy reagan
KJL in compagnia di Nancy Reagan, anni '80

Nella sua carriera disegna gioielli per Lana Turner, Elizabeth Taylor, Diana Vreeland, Audrey Hepburn e Sophia Loren e moltissime star del jet-set internazionale vengono viste indossare con regolarità i suoi pezzi.

audrey hapburn indossa un paio di splendidi orecchini kenneth jay lane
Audrey Hepburn indossa un paio di stupendi orecchini KJL
(courtesy of kennethjaylane.com)

Tra queste, recentemente, sono da annoverarsi Mariah Carey, Britney Spears e Nicole Richie.

Mi è capitato personalmente di andare da lui e ritrovarmi in ascensore insieme a Barbara Bush, un’altra volta voleva farmi salutare Margaret d’Inghilterra con cui stava parlando al telefono, un’altra volta accanto a me c’era l’Infanta di Spagna e ancora Sharon Stone che sceglieva gli ultimi oggetti della sue collezione.

la collana disegnata per barbara bush da kenneth jay lane
Barbara Bush ritratta con Kenneth Jay Lane. Sotto, la collana disegnata da KJL
per la first lady per il ballo inaugurale della presidenza Bush

(courtesy of kennethjaylane.com)

KJL era comunque aperto a conoscenze del mondo femminile di qualunque provenienza. A me che insegnavo nel quartiere romano di Testaccio ha anche detto che se avessi voluto mi sarei potuta fermare a casa sua ed essere sua ospite.

Devo però menzionare due sue “amicizie speciali”: quella con Wallis Simpson, Duchessa di Windsor, che gli commissionò la realizzazione di molti pezzi esclusivi e che desiderò essere sepolta con una cintura realizzata per lei da KJL e adornata da enormi strass e quella, incredibile, con Jacqueline Kennedy Onassis.

kenneth jay lane e wallis simpson duchessa di windsor
Sullo sfondo, Edoardo VIII d'Inghilterra e Wallis Simpson, Duchessa di Windsor.
In primo piano una famosa collana disegnata per lei da KJL
e divenuta un altro "multiplo" commerciale.

(courtesy of kennethjaylane.com)

VF: Puoi parlarci del suo rapporto con Jacqueline Kennedy?

MTC: Con Jacqueline Kennedy (risposata con il magnate greco Aristotele Onassis dopo la morte del presidente Kennedy e per questo chiamata familiarmente “Jackie O” dagli americani) ha un rapporto speciale perché lei era particolarmente parsimoniosa e non si limitava a comprare i suoi pezzi e indossarli come facevano tutte.

Al contrario, si faceva fare gioielli (decine) su commissione senza però pagarli in cambio dell’autorizzazione a metterli in commercio.

Cominciò con la riproduzione della splendida parure di Van Cleef & Arpels che le aveva regalato Onassis che Jackie voleva tenere al sicuro  nelle circostanze ufficiali e che venne poco dopo messa in produzione e commercio come detto sopra.

la splendida parure riproduzione di quella di Van Cleef & Arpels che Aristotele Onassis regala a Jackie Kennedy

la splendida riproduzione KJL della parure di Van Cleef & Arpels
regalata da Aristotele Onassis a Jackie Kennedy

La più famosa è però sicuramente la spilla che Jackie commissiona a KJL quando, dovendo andare alla presentazione di un libro vestita con un tailleur nero e non sapendo che accessorio usare, lo chiama e gli chiede “su questo tailleur cosa ci posso mettere?”.

Kenneth gli disegna una incredibile, eclatante stella marina con grandi Swarovski trasparenti (di cui in seguito Jackie ordinerà anche la versione con cristalli policromi) che entra successivamente in commercio diventando uno dei tanti famosi "multipli" e diventa l’icona delle sue amicizie altolocate.

la stella marina disegnata per jackie kennedy da kenneth jay lane
A destra, la celebre stella marina con Swarovski trasparenti disegnata da KJl per Jackie Kennedy,
a sinistra la versione con cristalli policromi

(courtesy of kennethjaylane.com)

la celebre stella marina con Swarovski trasparenti disegnata da KJl per Jackie Kennedy
Jackie Kennedy ritratta con indosso la stella marina mostrata più sopra,
a sinistra la lettera di ringraziamento a Kenneth Jay Lane

(courtesy of kennethjaylane.com)

VF: Quali sono le caratteristiche tecniche principali della sua produzione?

MTC: È difficile dirlo perché anche lui non aveva le idee molto chiare in merito.

Era un creativo (che ho visto più volte disegnare a tavolino) ma per l’aspetto pratico, per la realizzazione, era persino inesperto e si affidava completamente ad altre persone, delle quali una in particolare lavorava nel suo showroom mentre gli altri erano soprattutto Ron Verri, figlio di Gene Verri (storico disegnatore di Coro) e gli aiutanti di Ron Verri a Providence i quali spesso lo chiamavano e gli dicevano “Kenneth questa cosa non si può fare così perché tecnicamente non va bene, proprio non è possibile”.

Di sicuro si affidava a quelli che avevano le migliori capacità e potenzialità in questo campo.

Quello che si può dire con certezza è l’ampio uso di peltro americano (al posto del solito “white metal”) come lega metallica di base, placcature in Hamilton Gold (lega metallica in oro 12 carati storicamente utilizzata da Hamilton per la sua produzione di orologi) e l’uso esclusivo di Swarovski con cui aveva amicizia personale e che realizzava pietre di forme e colori fatti apposta per lui e mai venduti a nessun altro.

VF: Come continua oggi il mito di KJL?

MTC: Questo aspetto è tutto ancora da vedere. Il suo business deve essere completamente ristrutturato e se ne occupa attualmente Chris Sheppard, storico segretario personale e collaboratore di KJL, oggi Presidente della Kenneth Jay lane Inc., l’uomo che negli ultimi 15 anni ha trasformato un business che appariva “da catacomba” in un giro d’affari a livello mondiale.

Kenneth era mondiale per le sue amicizie e per la sua arte ma non per il suo business, cresciuto con Chris, a cui peraltro è stato lasciato in eredità testamentaria. Lui è il proprietario dell’azienda oggi, decide tutto e si occupa di tutto, dalla produzione al marketing alle vendite.

Ho l’impressione voglia spingere sui “multipli” attuali e che voglia rivalutare il vintage che in America non era molto apprezzato (i due negozi gestiti da KJL dedicati alla vendita del vintage sono stati chiusi entrambi perché non avevano successo).

Il mito in italia continua anche attraverso quello che stiamo facendo con la nostra associazione. La mostra su KJL che abbiamo organizzato recentemente al Museo del Bijoux di Casalmaggiore ha avuto un grande successo e tanti altri musei ci hanno chiesto di farla girare (con la conseguenza, tra l’altro, che moltissimi collezionisti e venditori hanno incrementato il loro business).

VF: Ti viene in mente un merito in particolare che può essere attribuito a KJL?

MTC: Senza ombra di dubbio l’aver permesso con i suoi “multipli” (i pezzi realizzati su licenza delle donne famosissime che li hanno commissionati per prime e successivamente riprodotti in serie per il commercio) a donne di tutto il mondo di sentirsi un po' first ladies, grandi attrici o regine.  Il suo merito risiede nella sua democraticità.

kenneth jay lane

VF: Quali consigli ti senti di dare a chi oggi vuole cominciare a collezionare KJL?

MTC: Intanto bisogna accertarsi che chi vende i pezzi sia un venditore affidabile e con una reputazione, qualcuno che possa garantire la sicura provenienza dei pezzi perché in questo campo ci sono molti che si improvvisano.

Per avere una collezione varia io personalmente ho scelto le lettere dell’alfabeto. Quindi “a” come anello, “b” come bracciale e via dicendo e ho raccolto un po' di tutto seguendo questo criterio ma un’altra collezione originale che non sia quella degli animali, dei fiori delle foglie potrebbe essere basata sul colore.

Si può decidere per esempio di scegliere lo smalto corallo, o gli Swarovski verdi o i tantissimi pezzi in resina color giada.

Si può cominciare dove si vuole, quel che conta è la competenza del venditore e l’indubbia provenienza di ciò che si acquista.

Vale la pena di approfondire...

Ringraziando Maria Teresa Cannizzaro, ricordiamo che è professoressa di storia e filosofia ed ex preside di un liceo romano. Scrive sul tema della bigiotteria americana articoli su riviste nazionali ed internazionali e ha partecipato a varie trasmissioni televisive sulle reti nazionali presentando le sue collezioni di monili e abiti vintage.

brillanti illusioni di maria teresa cannizzaroQuale Presidente dell'Associazione Culturale Passato e Futuro, Sezione Italiana del Vintage Fashion & Costume Jewelry Club con sede a New York, ha organizzato mostre e convegni nazionali e internazionali ed è sostenitrice dell'Italian American Museum di New York. Per i suoi studi le è stata conferita la cittadinanza onoraria della città di Providence (Rhode Island), 

Sua ultima fatica da scrittrice, giunta alla terza edizione, il libro "Brillanti Illusioni" (96 pagg., copertina flessibile, Edizioni Associazione Culturale "Passato e Futuro"), in cui l'Autrice sottolinea il ruolo dei tanti italiani che, concentrati soprattutto a Providence, hanno dato il loro contributo alla nascita e sviluppo della bigiotteria americana.

Una guida che individua gli aspetti geografici, storici e culturali che possono spiegare perchè l'industria americana della bigiotteria si concentrò a Providence e che, nella sua ultima parte (e in tutta la parte fotografica) rende omaggio alla figura di Kenneth Jay Lane, ultimo grande disegnatore americano del '900 che tanto amò l'Italia e gli italiani, di cui abbiamo parlato in questo articolo.

Conclusione

Voglio ringraziare Chris Sheppard, Presidente della Kenneth Jay Lane, Inc. per il suo contributo in termini di idee ed immagini.

Se vuoi puoi lasciare i tuoi commenti o domande qui sotto, sarò felice di risponderti!

Paolo Ercolani

COPYRIGHT © PAOLO ERCOLANI / VINTAGE FAKES - TUTTI I DIRITTI RISERVATI