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Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria del ‘900

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria del ‘900

Quella che conosciamo oggi come “Monet”, una delle più importanti aziende bigiottiere del ‘900, cominciò in realtà la sua attività sotto il nome “Monocraft”, fondata nel 1919 da Michael e Joseph Chernow e fu sin dall’inizio produttrice di monogrammi ed iniziali per ogni tipo di industria, sfruttando la grande popolarità dell’utilizzo di questi prodotti all’inizio degli anni ’20, una vera mania.

Tutto iniziò con la produzione di iniziali in forma di decalcomania per l’industria automobilistica, per poi passare alle iniziali e fregi in metallo da apporre sulle auto come emblema di famiglia, in modo da assomigliare il più possibile alla tradizione in voga presso le famiglie nobili e diventando così alla portata delle tasche dei ceti medi e medio-bassi.

La Grande Depressione del 1929 mise praticamente fine a questo business. I Chernow si rivolsero così ai grandi magazzini americani allo scopo di proporre e produrre iniziali per borse che potessero essere facilmente applicate a tutti i modelli senza che gli stessi grandi magazzini dovessero inviare all’esterno i loro prodotti per la personalizzazione, alzando così i costi di produzione e vendita.

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900
Gennaio 1932 - Una delle prime pubblicità Monocraft che mostra come le
iniziali fossero applicabile su ogni tipo di accessorio quale
sciarpe, abiti, borsette, cinte, ecc...

Per la fine degli anni ’30 la Monocraft divenne la leader in questo settore e si cominciarono a produrre per la prima volta iniziali sotto forma di pezzi di bigiotteria o gioielleria quali spillette pendenti, braccialetti, catenelle con nome inciso che i clienti potevano personalizzare al momento dell’acquisto.

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900
Aprile 1936 - Le spillette "Click-it" con iniziali personalizabili
si possono usare in maniera versatile ed originali, un successone!

È a questo punto che l’azienda, inizialmente basata a New York, aprì il suo primo stabilimento di produzione nella culla della bigiotteria americana a Providence nel Rhode Island e, nel 1934, assunse come disegnatore Edmond Mario Granville, personaggio con un forte background ed esperienza nel campo della gioielleria preziosa avendo lavorato presso Cartier a Parigi.

Granville fu il solo disegnatore dell’azienda fino agli anni ’50 e rimase come direttore esecutivo fino alla sua morte nel 1969.

Dopo il grande successo delle iniziali realizzate sotto forma di gioielli, M&J iniziarono a guardarsi intorno sul mercato per vedere come e in che direzione espandere il loro business al settore della bigiotteria e trovando un grande potenziale in una vastissima platea di donne che chiedevano sempre più falsi preziosi che assomigliassero a quelli veri.

Fu così che nel 1937 nacquero l’azienda ed il marchio “Monet”.

Qui sotto una pubblicità del 1° ottobre 1937 su Vogue annuncia il lancio del marchio Monet e la sua prima collezione, fortemente ispirata al mondo dell’antichità romana (da notare il pezzo di colonna romana in nero sullo sfondo).

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900

Nel corso di tutta la sua esistenza il marchio Monet sarà sempre ancorato al mondo dell’antichità romana, etrusca, greca, egizia e fenicia e trarrà grandissimo successo dalle collezioni ispirate da questi motivi.

Le prime collezioni furono fortemente influenzate dalle stiliste europee di moda Coco Chanel ed Elsa Schiaparelli, alle cui scuole di pensiero attinsero abbondantemente.

Lo stile Chanel era rappresentato da ritratti fedeli di animali, flora e persone mentre lo stile Schiaparelli si poteva notare nei pezzi Monet più astratti e surreali.

La collezione faceva uso di grandi strass ad imitazione di smeraldi, rubini e zaffiri, alcuni incastonati su spille e spillette, altri ancorati su larghi bracciali.

Tutte queste pietre sarebbero presto diventate vetuste, soppiantate da collezioni successive in cui assunsero sempre più importanza i metalli di per sé, in una moltitudine di disegni e toni di colore.

(Qui sotto, la serie “Etrusca” del 1939 mostra gioielli “tutto metallo” in cui l’uso di pietre è praticamente scomparso).

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900

Questi ultimi, durante la Seconda Guerra Mondiale, furono fortemente razionati, specialmente l’ottone e il platino e la fabbrica Monet di Providence, come la stragrande maggioranza degli stabilimenti produttivi americani in quel periodo, fu riconvertita alla produzione di materiale bellico.

In questi anni la produzione di gioielli dovette essere reinventata con l’uso dell’argento sterling (925%) con cui venivano realizzate spille e spillette da pelliccia e che divennero i pezzi più popolari durante la guerra e indossate su cappelli, borse, risvolti, orli delle maniche e gonne da sera (nell'immagine qui sotto un paio di esempi).

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900

Alcune spillette erano ispirate alla guerra ed in supporto alle truppe in Europa e nel Pacifico. Altre erano più spensierate, come le popolari “Geraldine the Giraffe” (“Geraldine la Giraffa”), “Pedro the Pup” (Pedro il Pupazzo”), “Lionelly”, “Mary’s Little Lamb”, “Honey Bear” (“l’Orsacchiotto) e molte altre, tutte placcate oro e decorate con brillanti smalti.

Dopo la guerra la fabbrica Monet ritornò pienamente operativa.

Braccialetti in sterling vennero placcati in oro rosa o giallo con maglie dalle forme molto intricate. Alla fine degli anni ’40 Monet introdusse i braccialetti a singolo charm disegnati con motivi che sarebbero diventati popolari quali pappagallini, bottigliette di profumo, trifogli e altri.

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Novembre 1948 - Appare la prima pubblicità di braccialetti con
charms singoli a forma di bottigliette di profumo con iniziali personalizzabili

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900
Novembre 1949 -  Braccialetti a singolo charm con diversità di forme e iniziali

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900
Marzo 1949 - Parure "Athena" ispirata al mondo dell'antica Grecia,
tutto metallo dorato, bracciale a singolo charm con iniziali

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900
Marzo 1949, parure della collezione "Aegean", tutto metallo
con braccialetto a singolo charm

Lo stile delle capigliature femminili nel dopoguerra era a taglio molto corto e gli orecchini a clip Monet furono disegnati a forma di piccoli o grandi fiocchi, motivi dalla flora intricata, cestini di frutta e larghe fedi nuziali, una icona Monet.

Alcuni disegni erano geometrici con spirali in metallo e cerchi concentrici. I colori variavano dall’oro rosa o giallo all’argento.

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900
Vogue, aprile 1949 - Una collezione di orecchini tutto metallo
ispirati all'epoca pre-Vittoriana, chiamata "Girandole"

Negli anni ’50 la bigiotteria esplose in popolarità e divenne parte integrante dello stile della moda femminile.

Braccia fasciate di braccialetti vistosi e sempre più grandi e collane più lunghe e vistose che mai, seguendo il trend delle collane portate molto basse, divennero popolarissimi presso il pubblico femminile.

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900
Vogue, settembre 1957

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900
Vogue, aprile 1957

Le pesanti collane Monet con maglie a catena degli anni ’40 furono sostanzialmente aggiornate negli anni ’50. Collane “slide” come la “Priscilla” e collanine con nome come le “Elite” e “Carousel” erano dappertutto. Altre collane avevano pendenti oscillanti e frange di catene.

Per le ragazze più giovani c’era la linea delle “Monettes”. I Chernows immaginarono gioielli che le ragazze potessero indossare ai balli di fine anno o durante una partita di tennis. Granville disegnò per questo delicate collanine che finivano con piccoli fiori, cuori e boccette di profumo che sembravano quasi dei piccoli charms.

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900
Vogue, agosto 1958 - Pubblicità delle "Monettes"

I braccialetti Monet con charms multipli, ispirati a quelli degli anni ’40, esplosero in popolarità negli anni ’60. Alcuni charms a forma delle parole “pace” e “amore” riflettevano le tendenze dei movimenti hippie ma la maggior parte erano rappresentazioni di animali o oggetti della vita quotidiana come scarpe, fiori, orologi, campanelle e altro.

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900
Braccialetto con charms, anni '60

L’attenzione stilistica a motivi derivanti da antiche culture o esotici o ispirati a luoghi famosi continua anche negli anni ’60 con la produzione di una quantità di collezioni in tema.

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900
Vogue, ottobre 1965 - Collezione "Fanchette"

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900
Vogue, febbraio 1968 - Collezione "Pavianne"

Gli anni ’70 videro l’introduzione degli orecchini a perno per lobi forati (fino ad allora tutti gli orecchini Monet erano a clip, una delle quali a frizione inventata e brevettata dall’azienda stessa).

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900
Vogue, maggio 1965 - Collezione "White"

Nel 1977 Monet lanciò sul mercato dei preziosi la linea di gioielleria “Ciani” in oro 14 carati, sterling e vermeil (sterling placcato oro). Alcuni pezzi facevano uso di onice, avorio, pietre semipreziose e pavé di diamanti.

Tutti i pezzi erano riposti in confezioni speciali di velluto in rotoli scamosciati per gioielleria per distinguerli da quelli meno preziosi ed ogni pezzo in argento includeva un panno speciale per la pulizia.

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900
Vogue, maggio 1977 - Collezione "Ciani"

Negli anni ’80 Monet continuò ad espandersi e i suoi gioielli divennero sempre più visibili e importanti con colori brillanti e disegni molto spessi.

I pezzi ispirati al Déco divennero popolarissimi e mentre si introducevano nuovi materiali (corde, resine, smalti, ecc…) i gioielli continuarono a trovare ispirazione dal mondo dei metalli.

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900
Vogue, maggio 1981

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900
Vogue, settembre 1985

L’azienda espanse la sua linea di prodotti introducendo accessori come penne, orologi e fibbie da cinta entrando contemporaneamente nel mercato “postale” (l’equivalente del nostro “Postal Market” di una volta) introducendo nel 1988 un catalogo chiamato “Complements”.

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900
Vogue, settembre 1988

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900
Vogue, aprile 1990

Negli anni ’80 e ’90 Monet acquisì due linee molto importanti. Nel 1981 ottenne da Yves Saint Lorent la licenza per produrre e vendere la bigiotteria a marchio YSL negli Stati Uniti, una conquista eccezionale.

I disegni YSL rispettavano standard produttivi molto elevati e Monet era in pratica l’unica azienda bigiottiera che potesse soddisfare questi requisiti così stringenti.

Dopo il successo con YSL Monet cominciò a produrre la bigiotteria Christian Lacroix nel 1995, altrettanto delicata ed importante della precedente ma con modalità diverse.

Lo staff Monet non aveva infatti l’approvazione finale sui gioielli e quindi piena autonomia di produzione, anche a causa di uno stile Lacroix molto più giocoso e colorato delle linee standard aziendali.

Un famoso motivo Lacroix era un cuore e molti pezzi lo includevano decorato con molteplici pietre di varie dimensioni e colori.

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900
Vogue, ottobre 1995

Monet è stata sempre apprezzata per la sua grande qualità. Grazie ad una tripla placcatura non è inusuale per i pezzi Monet durare diverse decadi senza che la finitura esterna risenta dei segni del tempo.

Per ultimo, la maggior parte dei gioielli Monet è punzonata con il suo nome, come farebbe un produttore di gioielleria preziosa e cosa non comunissima nel mercato della bigiotteria.

Monet viene acquisita nel 2000 del gruppo Liz Claiborne che ne mantiene viva l’attività ma non la tradizione e l’azienda cessa lentamente di essere attiva alla fine dei primi dieci anni del nuovo secolo.

Il Marchio ‘MONET’: L’Arte Del Metallo Nella Bigiotteria Americana del ‘900
Vogue, dicembre 2008

I pezzi più interessanti dal punto di vista collezionistico sono quelli antecedenti gli anni ’70, sebbene tutta la gioielleria Monet sia da considerarsi con grande riguardo.

Perchè non fai un salto in showroom per vedere se trovi qualche pezzo Monet?

Se vuoi puoi lasciare i tuoi commenti o domande qui sotto, sarò felice di risponderti!

Paolo Ercolani

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