Elsa Schiaparelli: Icona Italiana di Costume e di Moda del ‘900

Elsa Schiaparelli: Icona Italiana di Costume e di Moda nel ‘900

 

Più conosciuta per il design di moda (fu la più acerrima rivale di Coco Chanel, ma di questo non voglio parlare nel presente articolo), Elsa Schiaparelli nacque a Roma nel 1890.

Studiò filosofia all’Università La Sapienza e durante quel periodo pubblicò un libro di provocante prosa che scioccò la sua famiglia conservatrice.

Fu per questo che venne mandata in convento deve stette fino a che non cominciò un disperato sciopero della fame che convinse tutti che quella non fosse la sua strada.

Elsa Schiaparelli: Icona Italiana di Costume e di Moda nel ‘900
Elsa Schiaparelli, 1932

All’età di 22 anni fu assunta a Londra come baby-sitter ma sulla strada per Londra fu invitata ad un ballo parigino. Senza nulla di appropriato da indossare, comprò un tessuto blu scuro e improvvisò una gonna avvolgendolo su sé stessa e fermandolo nei punti opportuni con delle spillette.

A Londra, e più tardi a New York, frequentò sempre circoli intellettuali. Prima o poi arrivò a conoscere Gaby Picabia, l’ex moglie dell’artista Dadaista francese Francis Picabia. Gaby era proprietaria di una boutique a New York dove vendeva moda francese. Attraverso le sue conoscenze londinesi Elsa finì per conoscere gli artisti Marcel Duchamp e Man Ray.

Quando Gaby Picabia e Man Ray partirono per Parigi, Elsa li seguì.

A Parigi, negli anni ’20, fondò la sua prima casa di moda. Il business ebbe un inizio incerto nonostante le recensioni positive e i suoi primi modelli apparissero sulla rivista Vogue.

Il modello di vestito che funzionò da propellente per la carriera e la fama di Elsa dava l’impressione di una sciarpa avvolta attorno al collo della persona che lo indossava.

La sua collezione “Pour le Sport” (“Per lo Sport”) si allargò fino a comprendere costumi da bagno, abbigliamento da sci e vestiti di lino.

Elsa Schiaparelli: Icona Italiana di Costume e di Moda del ‘900
Vogue, dicembre 1928

La gonna “divisa”, precorritrice degli shorts, scioccò il mondo del tennis a Wimbledon nel 1931.

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Vogue, gennaio 1930 - Elsa appare giovane e bella (40enne) e pubblicizza la sua gonna divisa a mò di pantalone (a sx in basso) che sarebbe stata usata da molte atlete a Wimbledon l’anno successivo.

Nella sua collezione dello stesso anno Elsa incluse anche abiti da sera, utilizzando la lussuosa seta di Robert Perrier, che le fecero guadagnare ancor più attenzione e fama al punto di permettersi di spostarsi dalla sede di Rue de la Paix ed acquistare il rinnovato salone di Louise Chéruit al 21 di Place Vendôme che soprannominò “The Schiap Shop” (i francesi la chiameranno per sempre "Shiap").

Nel corso di tutti gli anni ’30 Elsa Schiaparelli fu la più popolare e esuberante stilista di moda a Parigi. Le sue migliori collezioni definirono uno standard come codice di bellezza, includendo strani cappelli, stampe trompe l’oeil o bottoni dalla forma di oggetti di uso quotidiano.

Nel 1934 lanciò i tre profumi "Salut", "Souci" e "Schiap", creati nel suo atelier di profumeria di Bois-Colombe.

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Vogue, giugno 1943, pubblicità  del profumo “Salut”

 

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Vogue, settembre 1940, il profumo “Sleeping” Schiaparelli. Da notare la boccetta a forma di candelabro con candela. Come tutti i suoi altri profumi i contenitori riflettevano le influenze surrealiste cui la Schiaparelli era soggetta.

Schiaparelli fu una delle prime a capire che in futuro la formula vincente per la moda sarebbe stato l'abito pronto per la vendita, utilizzando taglie standard, da poter eseguire in serie.

Ribaltando completamente le idee consolidate sul vestire, creò impermeabili da sera, abiti in vetro, mantelle color rosa shocking (da lei inventato nel 1936, vedi più sotto) con enormi soli ricamati in oro sulla schiena.

A lei si deve il merito della divulgazione della cerniera lampo, assai più pratica delle sfilze di bottoncini che avevano chiuso gli abiti delle donne.

I nomi delle collezioni: la prima, “Fermati, Guarda e Ascolta”, e poi “Le farfalle”, “Gli strumenti musicali”, “L'astrologia".

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Estate 1937, abito “Le farfalle”, in seta

La sua più famosa collezione, “Circus”, usa giocolieri, pagliacci, coni gelato, elefanti e trapezisti per sottolineare l'estrosità e il dinamismo circense.

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Pubblicità della collezione Circus, 1938

La creatività e l'originalità della Schiaparelli, trovano espressione negli accessori: cappelli come spazi abitati, cappelli dalla forma simile a cervelli umani, guanti con le unghie lunghe.

A lei si devono i primi orecchini e braccialetti in plexiglas.

Per lei, Jean Hugo disegna bottoni-sculture dalle forme più curiose, bottoni a forma di labbra, di caramelle d'orzo, a calamaio, di animali.

Elsa aveva anche capito che la sfilata è una vetrina, uno spettacolo per i compratori, ma che la vera moda si faceva col prêt-à-porter.

La conoscenza di Salvador Dalì all’inizio degli anni ’30 fu determinante per il lavoro della Schiaparelli, la quale, diventata sua intima amica, trasse ispirazione dal lavoro dell’artista per delle creazioni che dettero come risultato alcuni degli stili di moda surrealista più all’avanguardia.

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Primi anni ’30 – Elsa Schiaparelli e Salvador Dalì

Famosi alcuni pezzi quali un compatto portacipria fatto a forma di tastiera telefonica (ispirato al telefono con cornetta a forma di aragosta realizzato da Dalì che pensava al crostaceo come afrodisiaco naturale) o il famigerato “Lobster Dress” (“Vestito Aragosta”, da notare che l’aragosta, complice Gaudì, parte dalla zona genitale) indossato da Wallis Simpson, futura moglie del Duca di Windsor, per la rivista Vogue.

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Anni ’30 – Salvador Dalì, Telefono con cornetta a forma di aragosta, il suo simbolo afrodisiaco preferito

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1937 – L’abito aragosta disegnato da Schiaparelli in collaborazione con Dalì per Wallis Simpson

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1937 - Wallis Simpson con indosso il "Vestito Aragosta" poco prima delle nozze con il Duca di Windsor

Altra celebre creazione frutto dell’ormai consolidato duo Dalì-Schiap fu il cappello-scarpa, che trae origine da un disegno di Dalí che ritrae un uomo con una scarpa da donna sulla testa.

L’idea di una scarpa con il tacco rivolto verso l’alto, modellata a forma di cappello da indossare, era assurda, eppure si dimostrò di grande successo, definendo una volta per tutte lo stile incongruo e unico di Schiaparelli e Dalí.

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Metà anni ’30 - Elsa Schiaparelli indossa il suo cappello-scarpa, ispirato da un disegno di Gaudì

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Anni 30, abito surrealista ispirato al personaggio di Dalì

Nel 1936 Schiaparelli inventò il “rosa shocking” e questo colore divenne il suo segno distintivo e mirato ad un pubblico di giovani o giovanissime per diversi anni.

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Vogue, ottobre 1943, pubblicità del “rosa shocking”

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Elsa Schiaparelli e il suo "rosa shocking" in varie forme

Elsa credette sempre che la bigiotteria e gli accessori fossero parte integrante e indispensabile di qualsiasi look nel suo complesso. Fu così che creò linee di calze, rossetti, compatti portacipria e qualsiasi altro accessorio potesse essere combinato con uno dei suoi vestiti.

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Vogue, settembre 1945 - Pubblicità di un contenitore per cipria in polvere e rossetto

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1938, collana con roselline, metalli vari

La sua amicizia con artisti Dadaisti quali Jean Cocteau e Christian Berard fu di ispirazione per l’uso dei loro disegni nel suo lavoro che ne venne fortemente contaminato. L’influenza è evidente e affascinante.

Collaborò anche con diversi altri artisti, assoldandoli per farsi aiutare a creare abiti o accessori originali per le sue collezioni di moda, come i bracciali metallici coperti di pelliccia disegnati da Meret Oppenheim (qui sotto).

Elsa Schiaparelli: Icona Italiana di Costume e di Moda del ‘900

Elsa Schiaparelli: Icona Italiana di Costume e di Moda del ‘900
Anni '30, collana in metallo dorato con ossa di scheletro e labbra

Elsa Schiaparelli: Icona Italiana di Costume e di Moda del ‘900

Estate 1940, abito da giorno.

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1946, abito da giorno in seta.

Di notevole importanza la sua collaborazione come disegnatrice o musa ispiratrice con un enorme numero di  nomi della moda e accessori dell’epoca. Importante la sua collaborazione, iniziata nel 1937, con la Whiting & Davis, la più famosa azienda americana produttrice di borse a rete metallica, per la quale disegnò un’intera collezione di borse e di cui ho parlato in un dettagliato articolo sulla Whiting & Davis.

Elsa Schiaparelli: Icona Italiana di Costume e di Moda del ‘900
Vogue, aprile 1937, pubblicità delle borse Schiaparelli per W&D

Nel 1938 Elsa creò uno dei suoi disegni di gioielli più memorabili, ispirato al mondo dei Surrealisti.

Nacque così la collana chiamata “Rhodoid” (ritratta qui sotto) che utilizzava un nuovo tipo di plastica trasparente all’interno della quale erano inseriti piccoli insetti metallici colorati dando così l’illusione che questi stessero camminando sulla pelle di chi la indossava.

Elsa Schiaparelli: Icona Italiana di Costume e di Moda del ‘900

Tra le collaborazioni più importanti nel campo della bigiotteria quella con Coppola e Toppo che disegnarono molti dei pezzi Schiaparelli degli inizi.

Elsa Schiaparelli: Icona Italiana di Costume e di Moda del ‘900
Anni 30, parure Coppola e Toppo per Schiaparelli 

Nel 1949 aprì un negozio a New York dando la licenza a Ralph DeRosa (un grande della bigiotteria americana di origine italiana) di produrre gioielli punzonati o etichettati come “Disegnati a Parigi – Creati in America”.

Mentre questo accordo fu rivolto alla produzione di massa di bigiotteria, vi fu poi un accordo del tutto simile con la “David Lisner Co.” che venne autorizzata come agente e distributore per l’America dei pezzi Schiaparelli di epoca antecedente e realizzati a Parigi.

Disegnò anche spesse pietre di vetro griffate chiamate “watermelon” (“cocomero”), perché avevano un colore rosso al centro e verde ai lati e fece abbondante uso di cristalli con finitura Aurora Boreale inventata da Swarovski nel 1955.

Elsa Schiaparelli: Icona Italiana di Costume e di Moda del ‘900
Anni '40, parure Schiaparelli con pietre "Watermelon" ("Cocomero")

 

Elsa Schiaparelli: Icona Italiana di Costume e di Moda del ‘900
Seconda metà degli anni '50 - Parure con pietre con finitura AB "meridien blue"

Moltissime di questa grandi pietre sfaccettate e colorate furono prodotte nella seconda metà degli anni ’50. L’azienda usava per loro strutture in metallo bianco, argento sterling e placcature dorate.

Elsa Schiaparelli: Icona Italiana di Costume e di Moda del ‘900
Seconda metà anni '50 - Splendido bracciale con pietre ametista taglio smeraldo e strass con finitura Aurora Boreale 

Mentre i gioielli Schiaparelli dei primi anni furono basati su disegni innovativi, fantasiosi e arditi, negli anni successivi la gioielleria mancò del look che colpiva a prima visti dei primi pezzi.

Quando Parigi cadde sotto l’occupazione Nazista nei primi anni della Seconda Guerra Mondiale, Elsa si imbarcò per New York per un giro di conferenze e rimase lì fino alla fine della Guerra.

Quando tornò a Parigi, trovo che moltissimo era cambiato nella moda e nel design e che i suoi pezzi non erano più favoriti da un pubblico che si rivolgeva più ad astri emergenti quali Christian Dior che con il suo “New Look” faceva letteralmente impazzire donne di ogni età e ceto sociale.

La sua produzione aveva perso il suo fascino e la sua casa di moda fece grande fatica negli anni post-bellici.

Elsa Schiaparelli: Icona Italiana di Costume e di Moda del ‘900
1951, abito Schiaparelli a forma di lanterna cinese

Nel 1954, proprio in coincidenza con il ritorno sul mercato della sua temibile rivale Coco Chanel, Schiaparelli vendette l’azienda con sgomento ai suoi assistenti Hubert de Givenchy e Pierre Cardin e si trasferì di nuovo a New York dove concentrò la sua attenzione sulla sola produzione di gioielli e produsse una serie di disegni astratti, floreali e ispirati alla fauna.

All’età di 64 anni Elsa scrisse una autobiografia e visse un confortevole ritiro tra il suo appartamento di Parigi ed una casa in Tunisia.

Vendette i diritti commerciali del suo marchio e azienda nel 1973, anno della sua morte, mentre diversi produttori americani continuarono a produrre pezzi basati sui suoi disegni sino al 1974, anno della fine temporanea della vita del marchio.

Oggi diversi imprenditori del mondo della moda hanno riacquisito i diritti sul marchio e lavorano per riportarlo agli antichi splendori, ma questo è un altro capitolo…

Visto il pregio dei pezzi Schiaparelli sta diventando molto difficile reperirli su un mercato di avidi collezioniste, tanto meno a buon prezzo. Se si vuole un pezzo Schiaparelli nella propria collezione bisogna essere disposte a spendere un bel pò.

Visto l'alto costo dei pezzi Schiaparelli se vuoi posso cercarne per te su ordinazione, fammelo sapere!

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Paolo Ercolani

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