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Breve Guida al Collezionismo (e Utilizzo!) dei Compatti Vintage per il Trucco

Breve Guida al Collezionismo (e Utilizzo!) dei Compatti Vintage per il Trucco

Premessa

In questo articolo voglio dare qualche suggerimento sul collezionismo (ed utilizzo) di quegli stupendi oggetti che sono i portacipria vintage, con brevissimi cenni storici, delle semplici linee guida per collezionarli e alcuni brevi profili dei più comuni produttori del passato che è possibile reperire sul mercato.

Più sotto saranno utilizzati in maniera intercambiabile i termini “portacipria” e “compatto”, quest’ultimo nato dalla traduzione letterale della parola inglese “compact” (in verità termine molto usato anche qui da noi).

Faccio questa precisazione perchè il termine “compatto” così usato nei paesi anglosassoni ha un significato, tanto più in riferimento ad oggetti d’epoca, che va spesso ben oltre il “semplice” portacipria (sul quale comunque di focalizza questo articolo).

E’ infatti possibile trovare compatti che integrano un portacipria con un portarossetto, un portacipria con un carillon, un orologio (magari sotto allo specchietto o in altre posizioni) o un portasigarette, altri che non hanno il portacipria ed integrano specchietto e rossetto e via dicendo (qui sotto una borsetta compatta stile "minaudiere" che integra portacipria, portarossetto e portasigarette).

 

E’ quindi facile comprendere che il termine “compatto” si riferisce in generale, nell‘uso comune quando si parla di vintage, ad un generico oggetto che può includere un insieme allargato di pezzi qualsiasi.

Brevissimi cenni storici sui compatti per il trucco

Secondo Collector's Weekly (famoso sito in lingua inglese dedicato a tutto ciò che possa essere definito vintage), i compatti per il trucco sono diventati popolari nei “ruggenti anni '20”, quando le “flappers” e altre giovani donne resero quella del truccarsi una pratica socialmente accettabile.

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1926, una “flapper” usa accessori Coty per la cosmesi

Prima degli anni '20 le donne potevano solo tamponare un po 'di rossetto o di pigmento sulle labbra ma preferivano che nessuno ne fosse a conoscenza.

Durante gli anni '20, divenne molto popolare uno stile di trucco molto pallido con labbra rosse brillanti e occhi bordati di kohl. Per ottenere la tanto desiderata carnagione chiara e impeccabile come la porcellana le donne iniziarono a usare la cipria in polvere.

I compatti per il trucco, sempre più belli e pratici, cominciarono ad essere disponibili in quantità di forme e colori, con frequenti ritocchi squisitamente tecnici nel corso delle decadi durante le quali comunque tirare fuori dalla borsetta un bel portacipria con specchietto divenne sempre più segno di stile ed eleganza.

Negli anni '80 sono diventate popolari ricariche di cipria compatta intercambiabili prodotte da linee cosmetiche come Revlon, con ombretti in cui è possibile mescolare e abbinare i propri colori per creare compatti personalizzati.

L'idea è sempre la stessa e va e viene in base alla moda e alle tendenze del trucco.

Come con la maggior parte delle belle cose, gli stupendi compatti di makeup del passato sono finiti purtroppo spesso nel dimenticatoio (il che spiega anche le motivazioni che mi hanno spinto a scrivere questo articolo).

Brevi profili di alcuni dei marchi più comuni

Coty (FR/USA)

Fondata da Francois Coty nel 1904 a Parigi con l’intenzione di rivoluzionare l’industria dei profumi e della cosmesi più in generale, l’azienda fu trasferita nella città di Suresnes nel 1908.

Diventata di dimensioni gigantesche dopo poco tempo tramite l’acquisizione di un gran numero di terreni, l’azienda a pieno regime impiegava circa 9.000 dipendenti con una capacità produttiva di 100.000 bottigliette di profumo al giorno.

Si è evoluta nel tempo fino a diventare ai nostri tempi il più grande gruppo industriale della cosmesi al mondo, proprietaria dell’80% dei marchi oggi conosciuti ed enorme multinazionale.

Per questo è assai difficile se non impossibile tracciarne in breve un profilo completo. Per un approfondimento rimando alla corrispondente descrizione su Wikipedia.

I compatti prodotti nel corso di più di un secolo dall’azienda sono tra i più deliziosi che è possibile trovare. I più ricercati sono quelli prodotti in gran numero tra gli anni ‘20 e gli anni ‘50.

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Aprile 1948, splendida pubblicità di compatti e cosmetici Coty su Vogue

Elgin American (USA)

Quella che oggi conosciamo come “Elgin American” fu in realtà una sussidiaria della “Illinois Watch Case Company”, fondata a Chicago nel 1890 da Max e Solomon Eppenstein come produttrice di casse per orologi.

Negli anni successivi alla fondazione spostò la sua base ad Elgin, in Illinois ove era già da tempo presente una società concorrente che sarebbe divenuta famosa nella storia industriale americana, la Elgin National Watch Co. (ENW Co.), una delle più famose aziende di produzione di orologi mai esistita al mondo.

Questa pratica portava i consumatori a confondere sistematicamente gli orologi prodotti dall’una con quelli dell’altra e quindi la ENW Co. citò ripetutamente in giudizio la IWC per l’utilizzo inappropriato del nome “Elgin” che aveva evidentemente lo scopo di confondere i consumatori.

Il tribunale decise che, considerando che il nome “Elgin” era un nome geografico, non si poteva impedire alla IWC di utilizzarlo ovunque volesse. Più tardi altre sentenze limitarono comunque l’uso della parola Elgin da parte della IWC (nello specifico non si poterono più, per gli orologi, usare le diciture “Elgin Watches” e “Watches from Elgin”).

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Splendidi portacipria Elgin,  Vogue, Maggio 1949

I compatti Elgin American vennero prodotti per la prima volta all’inizio degli anni ’20 e furono presenti sul mercato sino agli inizi degli anni ’50 con una varietà di gamma incredibile.

Sotto la stessa etichetta vennero prodotti anche compatti portasigarette, prodotti in pelle, scatoline, accendini ed una quantità di accessori diversi per le borse da donna.

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portacipria e compatti portatutto Elgin, Vogue, Novembre 1950

La Elgin American produsse compatti anche per moltissime tra le case di prodotti per la cosmesi e accessori (“Wadsworth” e “Dueber” sono solo due esempi) fino alla sua chiusura nel 1963 dovuta alla agguerrita concorrenza straniera e al cambiamento delle regole del mercato cui non seppe adeguarsi.

Evans (USA)

La Evans fu fondata come “D. Evans Case Co.” a North Attleboro, Mass. nei primi anni ’20 e produsse negli anni (all’inizio fabbricava essenzialmente bottoni) una quantità di accessori da donna e uomo.

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pubblicità Evans, fine anni ‘20

Sebbene nota soprattutto per la qualità dei suoi compatti (prodotti per la prima volta nel 1922) smaltati risalenti al periodo Déco l’azienda si distinse anche nella produzione di accendini (a partire dal 1928), portasigarette, custodie portatutto (chiamate “carryall” in inglese), borse e borsette ma anche fermacravatta e gemelli da uomo.

Sempre con lo slogan “Evans is Elegance” (“Evans è sinonimo di eleganza”) l’azienda fece la corte a quel tipo di donna che cercava qualcosa di veramente speciale invece che i soliti compatti da grandi magazzini.

Evans produsse beauty e vanity set splendidamente coordinati: ogni portatutto aveva il corrispondente porta-rossetto, le borsette potevano essere coordinate con una quantità di accessori come porta-rossetto, specchietto, pettine, cipria, portasigarette e accendino.

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Pubblicità Evans con lo slogan “Evans is Elegance”, Vogue, Settembre 1948

L’azienda smise di produrre borse nel 1955 continuando a produrre accendini e compatti fino al 1960, anno della sua chiusura.

Kigu (UK)

Gustav Kiashek, ungherese e figlio del mastro orafo Josef, cominciò a produrre compatti lavorati a mano nel suo laboratorio di Budapest nei primi anni ‘30, ma fu solo nel 1939, quando il figlio George emigrò nel Regno Unito, che venne fondata la “Kigu of London” (contrazione delle iniziali di Goerge, KIashek e GUstav).

L’azienda inglese inizialmente, viste le circostanze, è impegnata nell’industria bellica ed è solo nel 1947 che comincia a produrre compatti un infinito numero di forme e stili.

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Pubblicità Kigu, anni ‘50

La Kigu ottenne molto presto grande riconoscimento da parte di un vasto pubblico per il suo design inconfondibile e per la qualità dei suoi prodotti, diventando un’azienda dalla enorme reputazione, non solo in Gran Bretagna, con le sue tre fabbriche sparse per il Regno Unito e i suoi trecento impiegati.

Si calcola che vennero in tutto prodotti più di seicento modelli di compatti ed accessori per donna, nel corso dei circa quaranta anni di vita dell’azienda.

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Pubblicità Kigu, anni ‘50

George morì nel 1977, lasciando l’azienda al figlio David ma sfortunatamente il vero e proprio boom dei compatti sembrava essere finito e l’azienda fu acquisita all’inizio degli anni ‘80 dalla “A.S. Brown Mfg.”, la stessa che fabbricava i compatti con il marchio “Mascot”.

Alla fine la “Laughton & Sons”, la stessa che produceva il marchio Stratton acquistò la Mascot e quindi anche la proprietà del marchio Kigu quindi… sempre alla Stratton si va a finire!

Melissa (UK)

“Melissa” è stato un brand prodotto dalla “Searchlight Products (Melissa) Ltd.”

Si pensa che l’azienda abbia avuto base ad Acton, London W3 sin dall’inizio degli anni ’50 ma sono state trovate evidenze della presenza della stessa in Arundel Road, Uxbridge, in Middlesex.  

Nel 1970 l’azienda era ancora censita a questo indirizzo negli elenchi telefonici ma nel 1972 questa sede fu occupata da un’altra azienda.

 

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Un delizioso compatto “Melissa” dal motivo floreale, anni ‘60 ca

Un annuario commerciale locale del 1976 menziona la Searchlight Products, quindi è più che possibile che l’azienda fosse ancora in commercio in quest’epoca più recente ma non è stato ancora possibile capire quando abbia smesso di produrre compatti.

I compatti “Melissa” con cui si ha a che fare in genere hanno stile e design che va dagli anni ’50 all’inizio degli anni ’60.

Regent of London (UK)

Si sa poco del marchio “Regent of London”. Recentemente è stato possibile datare alcuni specifici compatti Regent al 1962 sebbene sia molto probabile che altri pezzi siano databili per stile agli anni ’50.

Un membro dell’”English Compacts Collectors Association” riporta che un compatto Regent nella sua collezione simile per stile a quelli databili al 1962 ha un meccanismo di blocco del coperchio interno simile a quello di un compatto Melissa a forma di ventaglio e lo stesso si può dire per il disegno impresso con il tornio sulla parte posteriore.

È quindi possibile che anche il marchio “Regent” sia stato in realtà prodotto dalla Searchlight Products Ltd., la stessa azienda produttrice del marchio “Melissa”.

La stessa persona di cui sopra riporta di possedere un piccolo compatto (di 46 mm di diametro) databile all’incirca al 1930 e disegnato per ospitare un piccolo involucro di polvere di cipria sul quale è impressa la dicitura “T.P. Powder Compact Manufactured by Regent Equipment Co. Ltd. Birmingham”. 

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Set “Regent of London” portacipria + portarossetto, anni ‘50

È evidente quindi come su questo marchio ci sia ancora un gran lavoro di ricerca da fare.

Ciò che può essere affermato con certezza è che un’azienda la cui denominazione sociale conteneva il nome “Regent” o per la quale la parola “Regent” rappresentava una linea di produzione, un brand, fu attiva in Gran Bretagna tra gli anni ’50 e gli anni ’60.

Ultima tra le ultime, la possibilità, secondo nuove ricerche, che “Regent” fosse una linea di prodotti a marchio “Kigu”.

Stratton (UK)

Per quanto riguarda il marchio Stratton, storico brand della produzione inglese di accessori per borsa del ‘900, rimando all’approfondito articolo già pubblicato qui sul mio blog.

Iniziare una collezione

Collezionare compatti vintage è facile perchè se ne trovano letteralmente milioni e sono relativamente economici.

Sono oggetti molto piccoli ma soprattutto disponibili in infinite varietà di forme, materiali, dimensioni, decorazioni e combinazioni di colori e, ovviamente, prezzi.

Al di là di questi motivi, la “spinta” al  collezionismo aumenta per il fatto che ognuno di loro è stato di proprietà di una donna, o di una ragazza (che tu ci creda o no, c'erano anche alcuni compatti fatti per gli uomini) e il ripensare o fantasticare a come un compatto si sia inserito nel contesto della loro vita può essere molto intrigante.

Era un regalo di laurea? Un ricordo di una vacanza? Un regalo da un amante? Era solo un semplice acquisto dal negozio sotto casa? O è stato gettato via in un impeto di rabbia dopo una lite?

Per lo più non sapremo mai questi dettagli intimi ma quando apri un compatto vintage puoi essere certa che il suo specchio ha riflettuto il volto della sua proprietaria in tutti i suoi stati d'animo, forse migliaia di volte.

Cosa collezionare?

La risposta alla domanda "cosa collezionare?" dovrebbe essere, sicuramente e letteralmente, "qualsiasi cosa ti piaccia".

Le possibilità sono infinite perché ci sono così tante opzioni. E’ così possibile iniziare una collezione in base al colore, altre al particolare marchio, altre allo stile o epoca.

Qualunque criterio tu decida per la tua collezione devi affrontare il fatto che un giorno forse potresti voler fare a meno dei tuoi tesori (o qualcuno vorrà forse cederli per tuo conto).  

Il consiglio è quindi di acquistare oggetti nelle migliori condizioni possibili, idealmente in ottime condizioni con l'imballaggio originale, obiettivo quasi sempre difficilmente realizzabile a meno di dover pagare un prezzo ben più alto di quelli che si possono più comunemente trovare in giro.

E’ ovvio che trovare un pezzo in condizioni praticamente pari al nuovo (e tanto più quanto più è da far risalire indietro nel tempo) ha un suo prezzo.

Se non riesci a trovare qualcosa in condizioni pari al nuovo o simili prova almeno a trovarne qualcuno che non abbia danni macroscopici all’involucro o agli eventuali smalti, che spesso sono quelli che abbelliscono di più questi oggetti.

Se sei invece alla ricerca di qualcosa di preciso, il fattore “integrità” o “condizioni pari al nuovo” può venir meno e anche il prezzo diventa meno importante della pura gioia che si prova nel trovare un compatto ricercato a lungo.

Quanto spendere e da chi comprare?

E’ possibile trovare compatti vintage letteralmente a qualsiasi prezzo immaginabile, a partire da pochi euro fino ad arrivare a diverse centinaia di euro e le variabili che concorrono al prezzo finale sono le più svariate.

Tra queste sono da citarsi:

  • l’età
  • lo stato di conservazione dei materiali metallici e degli eventuali smalti
  • la funzionalità degli eventuali accessori (carillon, portasigarette, ecc…)
  • la completezza della dotazione (presenza della retina pressacipria, del piumino, ecc..)
  • l’integrità dello specchietto e l’assenza di macchie sullo stesso
  • la funzionalità dei meccanismi (uno o più in genere) di apertura o chiusura
  • la dotazione del packaging originale (scatola, bustina protettiva in tessuto, ecc…)
  • la rarità!

Se è quindi possibile comprare per pochi euro un compatto molto diffuso, anche se carino, magari con qualche imperfezione, per uno magari integrato con portarossetto perfettamente funzionale, con tutti gli accessori in dotazione e dal disegno un pò raro bisogna essere disponibili a spendere molte decine di euro.

C’è poi il discorso della credibilità e dell’affidabilità del venditore, visto che per la maggior parte queste persone non fanno nessun tipo di ricerca “scientifica” (pubblicità d’epoca, brevetti e marchi registrati originali, ecc...) e buttano lì quasi sempre a caso una datazione, non menzionano eventuali danni o difetti o non ne specificano l’entità e quindi spesso non hanno spesso consapevolezza di quello che dicono o letteralmente “ci provano”.

Un consiglio? leggere bene le descrizioni dei pezzi, che devono essere il più possibile accurate. Notare se il venditore fa riferimento a documenti che possono comprovare la datazione e attribuzione dei pezzi e, per ultimo, usare anche un pò di “naso” prima di fidarsi.

In conclusione

Sono varie le spinte che possono motivarti ad iniziare una collezione di compatti, prima di tutto la loro praticità e disponibilità in quantità di forme e colori.

Ricorda che mentre è abbastanza semplice trovarne moltissimi a buon mercato, per quelli più rari e completi bisogna spendere un pò, posto che il venditore dia un minimo di garanzia di affidabilità: è facile acquistare un compatto che non si apra o non si chiuda o abbia qualunque altro tipo di difetto.

E' comunque un mondo dedicato ad una esteta che apprezza la bellezza di oggetti che, per come li abbiamo descritti, profumano di passato e sono stati utilizzati da milioni di donne in tutto il mondo.

Se vuoi puoi lasciare i tuoi commenti o domande qui sotto, sarò felice di risponderti!

Paolo Ercolani

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